Recensione a “Madame: il vizio della vanità” racconto erotico di Izabel Nevsky

“Madame: il vizio della vanità” racconto erotico di Izabel Nevsky

Recensione a cura di Beniamino Malavasi

Reputo non sia facile scrivere una recensione a un racconto erotico senza cadere nel banale, scontato, ovvio.

Trattasi, dunque, di una sfida da cogliere al volo; e in questo sono fortunato stanti le riflessioni che l’Autrice, facendo proprie le riflessioni di Clarissa, la protagonista femminile di Madame, condivide con i lettori.

E sì, perché questo racconto è scritto in prima persona, un diario privato che diventa pubblico in quanto, come recita il suo titolo, trattasi di un viaggio nel vizio della vanità.

“Come? Ti ricordo i nostri patti, io sono una donna sposata”

….ma in tutto questo non potevo dimenticare di amare follemente mio marito.

La Clarissa razionale tenta di opporsi alle richieste di Dave, nome di fantasia di ciò che si trasformerà in gaudente realtà.

Ma la Clarissa razionale dovrà fare i conti con la Clarissa carnale, sensuale, irrazionale:

Ho cinquant’anni e la voglia di sentirmi viva. Da qualche mese ho trovato il modo di appagare la mia vanità e non riesco più a farne a meno.

Mi sono resa conto di quale potere avesse la mia vanità quando mi sono accorta che il piacere si è trasformato pian pian in un’eccitazione latente, che mi accompagnava sin dal primo istante in cui immaginavo e preparavo una nuova posa [per foto da postare su Facebook]

Mi sentivo sicura, protetta dalla distanza incolmabile che separa il virtuale dal reale e non mi sono mai posta il problema che questa barriera potesse crollare; finché accadde l’irreparabile.

Ma che cos’è l’irreparabile?

Il marito sornione che beneficia della vanità muliebre?

Il finale tranchant che spiazza il lettore?

Perché, ricordate che:

È incredibile come le parole abbiano un collegamento diretto col desiderio.

Buona e vanitosa, viziosa, lettura.