Recensione a “Io sono la contessa. Matilde di Canossa: la vita di una delle più grandi donne della Storia” romanzo di Cinzia Giorgio

“Io Sono la Contessa. Matilde di Canossa: la vita di una delle più grandi donne della Storia” romanzo di Cinzia Giorgio

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Tra i banchi di scuola tutti ci siamo imbattuti, tra le pagine dei libri di storia, nella famosa “Umiliazione di Canossa” che ci riporta all’immagine dell’imperatore Enrico IV, prostrato nella neve per giorni fuori dal castello di Canossa, pur di avere revocata la scomunica da papa Gregorio VII. Matilde di Canossa viene citata come la feudataria di quei domini e poco altro. Ma, grazie al nuovo romanzo di Cinzia Giorgio, possiamo scoprire le vicissitudini di una donna straordinaria.

Ho combattuto guerre sanguinose, guidato esercito e costruito castelli e chiese, ma il mio destino sarà essere ricordata per aver fatto da paciere. È ciò che spetta alle donne che osano.

Nel prologo, la professoressa Demetra Fusseman, ricercatrice e studiosa di storia, viene chiamata in Vaticano per visionare la biografia ufficiale di Matilde scritta da Donizone, ma scopre che in mezzo a quelle pagine si cela una sorta di diario scritto dalla contessa stessa e, leggendolo, ci trasporta nel periodo turbolento della lotta per le investiture tra la Chiesa e il Sacro Romano Impero.
L’Autrice ci narra l’infanzia di Matilde, segnata dalla prematura perdita dell’adorato padre e di tutti i suoi fratelli; segnata, soprattutto, dalle nozze forzate con il fratellastro Goffredo “Il gobbo”. Ma, nonostante tutte le avversità che deve affrontare, mossa dalla sua ferma volontà di essere padrona del suo destino, riesce a ritagliarsi un ruolo fondamentale nella Storia sfruttando la sua grande attitudine al comando e scendendo lei stessa sui campi di battaglia per difendere i suoi possedimenti.
Cinzia Giorgio ci regala un altro appassionante ritratto di donna messa in ombra dalla storiografia ufficiale, una donna emancipata che sfida le convenzioni della sua epoca. La prima donna seppellita a San Pietro, eternata dalla mano divina del Bernini, che scolpì il suo monumento funebre. Come sempre, il libro di Giorgio si avvale di una narrazione fluida e, allo stesso tempo, molto intensa, e di una ricostruzione storica certosina che è alla base dei suoi romanzi. Un romanzo coinvolgente che si ama dalla prima all’ultima pagina.

La vita delle donne è una guerra continua, è la vita delle guerriere alle quali nessuno insegna come parare i colpi, come difendersi.