Recensione a “DIVA D’ACCIAIO. Il caso Tamara de Lempicka” romanzo di Valentina Casarotto

“DIVA D’ACCIAIO. Il caso Tamara de Lempicka” romanzo di Valentina Casarotto

Recensione a cura di Beniamino Malavasi

È difficile pensare a una recensione soddisfacente allo Scritto di Valentina Casarotto dopo averne letto la Prefazione curata da Vania Gransinigh: puntuale, precisa, un paio di pagine che spiegano il perché DIVA D’ACCIAIO. Il caso Tamara de Lempicka vada letto.

Ergo, riprendendo una celebre affermazione, Ai posteri l’ardua sentenza, che altro aggiungere alle parole di Gransinigh?

D’altra parte, se:

Le coincidenze vanno fatte accadere, creando le giuste premesse per far risaltare il proprio talento.

e

L’esclusività è la qualità che preferisco

Vediamo perciò di cogliere e, quindi, fissare, il messaggio inviato dalla Casarotto a noi lettori.

Tamara de Lempicka.

Chi fu Tamara de Lempicka?

Beh, interrogando l’onnisciente Rete si scopre che Tamara fu una pittrice.

Tutto qui? No, ovviamente.

Ok, giochiamo a carte scoperte, ma non troppo.

La Rete è, dovrebbe essere, asettica: dà in formazioni, consigli, suggerimenti; ma lo fa con quel distacco tipico dei nobili, modello Marchese Del Grillo: io so’ io e voi

Valentina Casarotto che, non dimentichiamolo, oltre che scrittrice è, in primis, storica dell’arte, dottore di ricerca e docente al Liceo di Cittadella (Pd) [per i più curiosi è sufficiente accedere al suo sito internet cliccando su https://valentinacasarotto.blog/] supera i confini del virtuale costruendo un percorso narrativo strutturato su più livelli che vedono nel personaggio di Clare Bryce [su chi sia si vedano le Note conclusive del romanzo] il loro punto di contatto e di raccordo; anzi, di più, finendo per essere essa stessa punto di vista e rielaborazione di eventi passati, presenti e futuri.

Per raggiungere l’obiettivo Casarotto struttura la trama come una spy-story ante litteram: abbiamo un capo, J. Edgar Hoover, padre-padrone dell’F.B.I.; abbiamo un agente sotto copertura, Clare Bryce; abbiamo un soggetto sotto indagine a sua insaputa, Tamara de Lempicka; e abbiamo la missione: scoprire da che parte stia, politicamente parlando, la de Lempicka, e ciò in previsione della concessione a lei della cittadinanza statunitense.

Ora, come svolgere le indagini senza dare nell’occhio? Magari organizzando interviste a chi ha avuto a che fare con la pittrice nelle varie fasi della sua turbolenta esistenza.

E qui sta il cuore del romanzo, lo sviluppo dei piani cui si è sopra accennato. Invero, il ricorso allo strumento dell’intervista permette all’Autrice di sviscerare, discutere, affrontare momenti storici diversi, non così lontani tra loro, ma, per così dire, autonomi nella loro individualità e nelle loro peculiarità: anni ’20, e, quindi, non solo dopoguerra e dopo-Rivoluzione Russa ma, soprattutto, Parigi; anni ’30, la Grande Depressione; per finire alle soglie della Seconda Guerra Mondiale e dello spauracchio del comunismo.

Come scrive Vania Gransinigh nella Prefazione al libro:

Valentina Casarotto si muove con estrema disinvoltura tra i due piani, quello storico e quello biografico, ritessendo con estrema cura la trama e il contesto di un vissuto personale in cui risulta particolarmente difficile calarsi se non altro per il carattere indomito e calcolatore della protagonista.

Il tutto facendo interagire personaggi realmente esistiti con altri frutto della accurata ricostruzione dell’Autrice [è sufficiente leggere le Note finali al libro, oltre al libro stesso, per rendersene conto].

Altro? In effetti, qualcos’altro ci sarebbe, tipo un Epilogo a sorpresa; ma le sorprese, queste sorprese, meglio non svelarle…

In conclusione, per rispondere, dunque, alla domanda iniziale, ovvero chi fu Tamara de Lempicka, sovvengono le parole pronunciate a metà anni ’80 da un noto finanziere d’assalto, tale Gordon Gekko:

Il punto è, signore e signori, che l’avidità, non trovo una parola migliore, è valida.

L’avidità è giusta.

L’avidità funziona.

L’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo.

L’avidità, in tutte le sue forme, l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro ha improntato lo slancio in avanti di tutta l’umanità.

Buona e istruttiva lettura.