Recensione a “Vita maledetta di Benvenuto Cellini” romanzo di Alessandro Masi

“Vita maledetta di Benvenuto Cellini” romanzo di Alessandro Masi

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Alessandro Masi ripercorre l’esistenza di Benvenuto Cellini, artista sublime che ha saputo creare meraviglie: basti pensare alla saliera d’oro per Francesco I di Francia, oggi custodita al Museo di Storia di Vienna; o al Perseo con la testa di Medusa che possiamo ammirare nella Loggia dei Lanzi a Firenze. Al contempo, Cellini incarnava alla perfezione il binomio genio e sregolatezza: il suo carattere irascibile lo portò a rubare, uccidere, vivere nel vizio della carne tra lussuria e sodomia, subire processi, incarcerazioni e darsi a fughe rocambolesche. Una vita maledetta, per l’appunto.
Da ragazzo venne iniziato dal padre all’arte della musica; tuttavia, benché eccellesse a tal punto da diventare musico di corte, sentì di essere vocato all’arte dell’oreficeria: piegare la materia preziosa dei metalli alla più grande arte del cesello.
L’Autore ci delinea un coloratissimo affresco storico dell’epoca in cui Cellini vive: dalla Firenze Medicea alla Roma dei papi Clemente VII e Paolo III; e, infine, la Parigi di Francesco I

Il papa e la sua corte avevano vissuto come in un Olimpo dorato, al di sopra di ogni possibilità, con uno sfarzo quasi imperiale fatto di magnifiche opere d’arte, nuove costruzioni, fastosi piani urbanistici, magniloquenti gruppi scultorei, ricchi cicli pittorici, tutto pagato con le odiose indulgenze e con un ostile di vita paganeggiante vissuto spregiudicatamente.

Il romanzo di Masi è un viaggio alla riscoperta di uno dei grandi maestri dell’arte italiana, una cronaca accurata che si avvale di molti stralci dell’autobiografia che lo stesso Benvenuto ci ha lasciato: sicuramente non attendibile al cento per cento, ma che rende bene l’idea della personalità del Maestro, genio ribelle, e della sua vita scellerata, che è stato un piacere scoprire.

È una vita senza pace quella di Benvenuto, sempre sbattuta dai venti della fortuna e risucchiata dai marosi della casualità e rimessa ai capricci della fatalità e alle bizzarrie del destino.

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