Recensione a “Vi avverto che vivo per l’ultima volta. Noi e Anna Achmatova” romanzo di Paolo Nori

“VI AVVERTO CHE VIVO PER L’ULTIMA VOLTA. NOI E ANNA ACHMATOVA” romanzo di Paolo Nori

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Sulla scia del precedente libro dedicato a Dostoevskij, stavolta Paolo Nori si cimenta nell’incredibile vita della poetessa Anna Achmatova, fra i massimi esponenti della letteratura russa nonché tra le penne maggiormente critiche verso lo stalinismo, periodo storico nel quale il suo primo marito fu fucilato e il suo secondo marito, insieme al figlio, furono condannati alla detenzione nei gulag.

Una donna dal destino infelice, costellato da lutti, da tre tribolati matrimoni e da varie tresche tra le quali, la più famosa, con Amedeo Modigliani.

Anna Gorenko era figlia di un ufficiale della marina russa che l’osteggiò per le sue velleità letterarie arrivando a intimarle:

Non mischiare il nostro cognome con queste faccende disonorevoli

Fu così che Anna, a dimostrazione della sua grande determinazione, scelse il cognome di una sua antenata, una principessa tartara.

Ma la mia anima immortale, come fanno a tenerla prigioniera?

Per un bizzarro scherzo del destino il nuovo romanzo di Nori viene pubblicato in concomitanza con lo scoppio della guerra in Ucraina. L’Autore viene travolto in una inutile e scellerata messa al bando, vengono annullate le sue presentazioni, ma lui, da grande Uomo qual è, coglie l’occasione per porre al lettore interrogativi di ampia portata:

Qual è il ruolo dell’intellettuale?

Scrivere cose belle.

Punto. (Aggiungo io)

La letteratura è più forte di qualsiasi censura e di qualsiasi dittatura. I grandi della letteratura russa niente hanno a che vedere con le guerre intraprese da piccoli uomini. La letteratura è bellezza a prescindere dalla nazionalità. Questo il potente messaggio che emerge dalle pagine di Nori.

Come nell’altro romanzo, si divaga nel vissuto dell’Autore, si prendono sentieri che sembrano deragliare dalla via principale diventando anche una delle riflessioni più lucide sulla guerra tra Russia e Ucraina.

Nori si allinea con lo spirito dei personaggi storici di cui racconta, due anticonformisti .

I romanzi di Dostoevskij e i versi di Anna, spiriti inquieti in movimento che rifiutano di farsi ingabbiare, decisi a lasciare il segno nella letteratura mondiale. Obiettivo aggiunto, visto che ancora oggi vantano traduzioni in molteplicità di lingue.

Un pezzo di storia fedelmente narrato da Paolo Nori visto attraverso gli occhi di Anna regina indifferente alle cose del mondo dato che lei stessa visse in prima persona l’abuso della censura.

Un romanzo intenso, narrato alla maniera di Nori, ovvero con ironia e leggerezza che ci fa riscoprire la matriarca della poesia russa.