Recensione a “Il senso della bellezza” romanzo di Davide Mauro

“IL SENSO DELLA BELLEZZA” romanzo di Davide Mauro

Recensione a cura di Beniamino Malavasi

La bellezza non è mai stata qualcosa di assoluto e immutabile ma ha assunto volti diversi a seconda del periodo storico e del paese: e questo non solo per quanto riguarda la bellezza fisica (dell’uomo, della donna, del paesaggio) ma anche per quanto riguarda la bellezza di Dio, o dei santi, o delle Idee… [Umberto Eco – La bellezza – in: Umberto Eco. Sull’arte. Scritti dal 1955 al 2016 – A cura di Vincenzo Trione – La Nave di Teseo – Prima edizione – maggio 2022]

«Scusatemi se insisto, ma seppur è vero che il senso del bello muta nel tempo, è anche vero che i canoni su cui si fonda, ossia ciò che consideriamo “arte”, sono dei principi universali che non possono essere cancellati.»

«Qui nessuno cancella i principi universali, Leonardo resta Leonardo così come Ingres resta Ingres, il loro valore non cambia. Essi sono pur sempre dei riferimenti imprescindibili per una evoluzione dell’arte. Ma è la sensibilità dell’artista a percepire l’esigenza di apportare un cambiamento, magari adattandosi all’epoca in cui si vive, come dite voi. Il senso stesso del fare arte è proprio questo…»

Terminata la lettura di questo poderoso romanzo il primo pensiero è stato: mamma mia quanta roba!

E il secondo: come farò a recensirlo?

Cesare Baldi [alter ego dell’Autore], rampollo di una facoltosa famiglia fiorentina, conseguito il baccalauréat [la maturità francese, all’epoca divisa in cinque discipline: scienze, lettere, diritto, medicina e teologia] nella Parigi di Napoleone III, su volere paterno intraprende nella capitale francese l’attività di commerciante d’arte; ma il destino avrà ben altro in serbo per lui…

Davide Mauro immerge il lettore in un viaggio nel tempo, nella Ville Lumière della seconda metà dell’Ottocento, accompagnandolo in prima persona attraverso la rivoluzione incarnata dall’impressionismo e dalle successive manifestazioni espressive della cosiddetta [per l’epoca] arte moderna.

E così Cesare Baldi/Davide Mauro vive con noi, respira con noi, gli impatti che il nuovo ha sulla società francese: dibattiti, confronti, conflitti…

E a proposito di conflitti l’Autore descrive bene ciò che rappresentarono la guerra franco-prussiana del 1870, l’esperienza della Comune, fino a giungere alla Prima Guerra Mondiale, nel modo di vivere transalpino e i riflessi che essi ebbero sul modo di pensare e di porsi del protagonista.

Non solo.

Il senso della bellezza è analisi, a volte spietata, dell’intendere cosa sia e come sia da intendere l’evoluzione della società e, quindi dell’arte, paragonando il mondo-Francia a quello Italia, da poco unita e con capitale prima Firenze e, poi, Roma.

«Appunto perché l’Italia ha espresso il massimo nelle epoche passate, adesso ha difficoltà a innovare sé stessa. Il fardello del passato è troppo ingombrante e questo ne limita ogni spinta. A ogni modo la curiosità c’è, essendo qualcosa che proviene dal mio paese. Eppure non saprei dirti precisamente perché, ma sono disincantato.»

Ancora, Il senso della bellezza è conflitto generazionale, e non può essere diversamente, tra Cesare e il figlio Dante, visto come espressione di quella perdita di valori che le generazioni precedenti associano al nuovo.

«Beh, allora vi posso dire questo. La bellezza e l’arte dovrebbero essere funzione del popolo, dovrebbero essere al servizio del suo miglioramento. L’arte invece per come la conosciamo noi svolge un servizio ai potenti: che siano le religioni, i sovrani o i borghesi. La vera arte dovrebbe essere un’arte per il popolo.»

Scrive bene Davide Mauro: ogni dialogo che Cesare intrattiene con l’artista, realmente esistito, di turno, così come le sue riflessioni personali fanno respirare l’atmosfera di un mondo effervescente, un vero e proprio work-in-progress che ci ha regalato capolavori immortali.

Colpisce, altresì, la struttura del romanzo. Invero, ogni capitolo, diciamo così, classico, è seguito da quello che l’Autore definisce “Retrocapitolo”: pagine in un certo senso esplicative di ciò che accade, e perché accade, nei capitoli di riferimento. Scelta narrativa interessante che funge da collante tra il prima e il dopo degli eventi più importanti.

Sì, Il senso della bellezza è romanzo denso, che partecipa il lettore di un’epoca irripetibile, e che, per questo, merita una lettura attenta, fonte com’è di input di ricerca e di esame interiore.

Arte, storia, politica, esseri umani: Il senso della bellezza è tutto questo e anche di più.

«….Le opinioni cambiano, ma le idee restano, specie se sono frutto di profonde riflessioni. [cit. dal libro]»

Ecco, credo che nel corso dei secoli l’esperienza del bello sia sempre stata quella che si prova stando così, come di spalle, di fronte a qualcosa di cui non facciamo e non vogliamo a ogni costo far parte. In questa distanza sta l’esile filo che separa l’esperienza della bellezza da altre forme di passione [Umberto Eco – La bellezza, cit.]

2 Risposte a “Recensione a “Il senso della bellezza” romanzo di Davide Mauro”

  1. Grazie per la recensione appassionata e puntuale e complimenti per la sensibilità.

    1. Troppo buono! Grazie mille e complimenti per il tuo romanzo: davvero bello e anche istruttivo!

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