Recensione a “Diario di un Cancelliere. Il delitto del Viale” di Aurora Augello

“Diario di un Cancelliere. Il delitto del viale” di Aurora Augello

Recensione a cura di Beniamino Malavasi

Introducendo lo scritto di Aurora Augello volutamente non si è parlato di romanzo o di racconto o di saggio. Perché?

La risposta rinviene dalla lettura. Augello strutturando le sue pagine come un diario, si propone più obiettivi.

Se il più ovvio, ma non per questo meno importante, anzi!, è l’evitare il cadere nel dimenticatoio dell’omicidio, uno dei tanti, verrebbe da dire [sigh], compiuto dalla mafia il 30 marzo 1960 ad Agrigento, del Commissario Cataldo Tandoj [a causa di quell’attentato morì, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, anche l’estraneo ai fatti Antonio “Ninni” Damanti], il più delicato, perché personale, è condividere con il lettore i pensieri, lo stato d’animo, la solitudine del Cancelliere Salvatore.

E poco importa che le parole che Augello fa scrivere al Cancelliere nel Diario nei giorni immediatamente seguenti all’omicidio Tandoj siano frutto di fantasia: invero, la sua è fantasia realistica; ancor più realistica se confrontata con le lettere vere, scritte di suo pugno da Salvatore, che l’Autrice ha inserito in chiusura del suo scritto.

C’è un che di Antonio Gramsci e delle sue lettere dal carcere nel Diario di un Cancelliere. Il delitto del viale: una sorta di sconfitta dell’essere umano di fronte alla cattiveria dell’essere umano.

Il peggior male non è il male radicale, ma è un male senza radici. E proprio perché non ha radici, non conosce limiti.

La banalità del male – Hannah Arendt

[dall’esergo]

Completano l’opera di Augello articoli di giornale dell’epoca.

Buona e toccante lettura.

 

 

Una risposta a “Recensione a “Diario di un Cancelliere. Il delitto del Viale” di Aurora Augello”

  1. Mi sono approcciato a questo libro in modo errato, credendo fosse uno dei tanti gialli che capitano tra le mani. Al contrario l’ho trovato cadenzato in modo saggio e con la cognizione di chi ha seguito il caso approfonditamente prima di raccontarlo, con spunti di riflessioni arricchiti sia dalla sua parte narrata, sia dalla componente reale… molto brava, si vede che è una persona che scrive.

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