Recensione a “Cassandra” romanzo di Cinzia Giorgio

“Cassandra”, romanzo di Cinzia Giorgio

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Il nuovo romanzo di Cinzia Giorgio, una delle mie autrici preferite, rielabora il mito greco di Cassandra, la sacerdotessa di Apollo che, proprio da lui, riceve il dono della preveggenza. In realtà, più che di dono, sarebbe meglio parlare di dannazione giacché la donna mai verrà creduta per i suoi vaticini.

“Conoscere prima ciò che accadrà è una delle più grandi sciagure. Non si può sfuggire a ciò che il destino vuole che avvenga, e saperlo in anticipo raddoppia il senso di impotenza, la frustrazione di non poter intervenire.”

Attraverso le pagine scorrevoli del romanzo, Cassandra ci appare molto umana nella sua passione per Enea, marito di sua sorella Creusa, nonché nel suo partecipare alla tresca proibita con Elena. Senza dimenticare che il re Agamennone ne farà la sua concubina, conducendola a Micene dove troverà la morte per mano della legittima moglie di costui; moglie che, da dieci anni, attende vendetta per sua figlia con l’inganno sacrificata all’altare degli dei.
Cassandra assiste inerte alla venuta di Elena, alla guerra che si scatena, al dolore delle troiane, alla morte della sua famiglia e alla distruzione di Troia.
L’Autrice riesce a fondere il racconto del mito classico con la sua fantasia di sapiente narratrice; tuttavia, alcuni personaggi risentono di questo discostarsi dalla versione conosciuta e il loro agire giunge a un finale diverso da quello noto.
Cassandra ha pagato a caro il prezzo della sua libertà:

“Io volevo appartenere a un dio, non a un uomo. Io mi sentivo in gabbia, al pensiero di una vita accanto a un uomo.”

Nonostante ciò, la Giorgio fa emergere il coraggio e la determinazione con cui la sua eroina affronta la sventura, ridandole al contempo quel senso di fierezza che meritava; il tutto soppiantando la visione di una patetica pazza in cui l’ha relegata la storia.