Recensione de “Il segreto del mercante di libri”

“IL SEGRETO DEL MERCANTE DI LIBRI” di Marcello Simoni

Recensione a cura di Beniamino Malavasi.

“Scrivere un romanzo storico non è facile.

 Servono padronanza dell’epoca di cui si intende parlare e la capacità di offrire uno sfondo verosimile senza mai perdere il contatto con i protagonisti della narrazione, la loro umanità e la loro forma mentis.

C’è inoltre da tener presente il senso del ritmo, ossia il crescendo degli eventi dei quali i lettori diventeranno partecipi.”

Così Marcello Simoni nell’incipit a una sua recensione pubblicata su “Tuttolibri” n. 2199 del 25 luglio 2020.

Poche righe per delineare le trappole nelle quali può cadere chiunque, specie uno scrittore neofita del genere qui commentato.

Rischi nei quali il buon Simoni non teme di incappare viste, non solo l’esperienza maturata quale scrittore “specializzato”, ma, anche, se non soprattutto, le sue indubbie conoscenze della materia, frutto di studio e di lavoro sul campo come archeologo e bibliotecario.

E così anche “Il segreto del mercante dei libri”, seguito della fortunata trilogia dedicata a Ignazio da Toledo, non delude le aspettative dei lettori più fedeli e smaliziati dell’Autore comacchiese.

Perché leggere “Il segreto del mercante di libri?”

Innanzitutto, per il linguaggio: mai banale, mai generico, anzi, ricercato, mirato a descrivere quell’oggetto, quella situazione, come se ci si trovasse davvero nell’epoca di ambientazione del romanzo.

Poi, per il ritmo narrativo: mai sopra le righe e, contemporaneamente, mai piatto; sempre ben calibrato e tale da tenere avvinto il lettore, anche grazie a capitoli brevi che consentono rapidi cambi di scenario senza, però, perdere di vista l’azione precedente.

Infine, per i messaggi: sulla scia de “Il nome della rosa” di Umberto Eco combattere le superstizioni e i bigottismi (mai sopiti nonostante i secoli che ci separano da Ignazio); valutare il Medioevo per quello che è stato: epoca difficile, sì, ma non così nera e arretrata come si è soliti immaginarla; ragionare sempre e comunque con la propria testa (ma questo pare scontato…).

Tuttavia… non ce ne voglia l’Autore, specie conoscendo le sue opinioni circa il collega Dan Brown, ma ne “Il segreto del mercante di libri” par di notare qualche riflesso del celebre “Codice da Vinci”: non solo la ricerca spasmodica della soluzione a un mistero mitologico/religioso (oltre al timore della Chiesa “ufficiale” di veder usurpata la sua posizione di privilegio da altro “credo”) ma, anche, la doppiezza dell’antagonista nei confronti del protagonista…

E quanto all’epilogo… Diavolo d’un Simoni!!!!!

Buona lettura!