Recensione a “La magia che è in me” romanzo di Daniela Marinangeli

“LA MAGIA CHE È IN ME” di Daniela Marinangeli

Recensione a cura di Beniamino Malavasi

“Se era al mondo, un motivo doveva esserci, e quindi doveva pensare a fare del suo meglio per resistere. Il futuro le sembrava un tunnel buio, ma avrebbe dovuto attraversarlo fino in fondo per trovare la luce.” 

Ecco Dahlia, una ragazza come tante.

La Vita è stata generosa con lei: Dahlia è bella, ha una famiglia che le vuole bene e un fidanzato che l’ama.

Ma così come la Vita dà, la Vita prende.

E a Dahlia, ciò che viene preso è tanto, tantissimo: la vita di suo padre.

Ecco il tunnel, il buio, le incomprensioni con la madre e l’addio al suo ragazzo.

Ma tutti i tunnel, anche quelli più lunghi, hanno una fine: l’importante è mettersi in cammino con forza di volontà senza darsi per vinti finché non apparirà la luce.

E così fa Dahlia: si interroga, esce, si tuffa nella natura, studia:

“Amava i libri vecchi e imperfetti, che portavano addosso le tracce del tempo e degli uomini, segnati dalle intemperie, che si aprivano con semplice soffio di vento, lasciando entrare l’aria e la luce nella stanza buia.”

 Studia, Dahlia, e coglie l’essenza dell’esistenza dell’Essere Umano, il suo Spirito, la magia che è in noi e che ci circonda:

“La magia è vivere un infinito presente che non ha confini, perché il tempo è “ora e per sempre”, ma anche “mai””.

Daniela Marinangeli ci regala un personaggio delicato, che, giorno dopo giorno, acquista consapevolezza di sé, delle proprie capacità e della propria forza.

Un personaggio il cui percorso di crescita può, perché no, costituire un punto di riferimento anche per chi, volente o nolente, si trova a vivere momenti difficili, bui.

Marinangeli ci insegna che la magia non è (solo) quella di maghi, fate e streghe; al contrario, essa è qualcosa di più profondo, un credere, un vivere immersi in ciò che di bello, buono ci circonda: la Natura in tutte le sue sfumature, Luna compresa.

Dahlia lo capisce, lo fa proprio, fino a rinascere, fino a capire che:

“…. il fine ultimo di ogni persona al mondo – e di Dahlia sicuramente – era amare ed essere amati.

E la Vita premierà il suo impegno facendole incontrare l’Amore; un amore grande, spaziale….

La magia che è in me solo apparentemente è un libro leggero: Marinangeli, Fata buona, vi infonde quella bontà che porta a riflettere. Il suo non è il classico testo-biografia della brava ragazza in difficoltà: i capitoli si incentrano non tanto sul cosa fa, bensì, sul perché lo fa e sul come è giunta a farlo. Il tran-tran quotidiano rimane sullo sfondo: non è quello l’oggetto del romanzo.

Un grazie all’Autrice per il messaggio positivo che invia ai lettori.

Lettori che, sicuramente, non rimarranno delusi dal come Dahlia si accommiata da essi; è probabile che ritorni…

Intanto, buona e riflessiva lettura.

 

 

 

 

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