Nicola Gratteri e Antonio Nicaso a Carpi

Presentazione de “La rete degli invisibili” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso; Mondadori editore.

Domenica 1° dicembre 2019, presso l’Auditorium della Biblioteca “A. Loria” di Carpi, alla presenza di un folto pubblico (scorta compresa), introdotti dal Sindaco di Carpi Alberto Bellelli, e intervistati dal noto giornalista Pierluigi Senatore, Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, e Antonio Nicaso, giornalista, saggista e docente, tra i massimi esperti dei fenomeni mafiosi, hanno “fatto il punto” sulla situazione in Emilia-Romagna, anche alla luce del recente processo “Aemilia” che vede imputati, tra gli altri, noti esponenti della N’drangheta calabrese.

Ecco alcuni estratti dal loro intervento.

Nicola Gratteri:

“La N’drangheta è composta da persone “normali” che si presentano con la volontà di rilevare attività commerciali. Se un imprenditore non si rende conto che sta per fallire o che è meglio fallire piuttosto che cadere in mano loro…si fa il loro gioco. Se fallisci puoi ricominciare, se ti affidi ai mafiosi: no.”

“L’indagine Aemilia è una pietra miliare nel contrasto alla mafia nel nord. Ma è un episodio.”

“Ogni volta che c’è mafia nelle imprese non solo si droga il mercato ma si fa saltare il meccanismo della libera concorrenza.”

“Obiettivo delle famiglie N’drangheta è portare alla luce del sole i soldi che già hanno.”

“Se mi concentro sulla legislazione antimafia ma non intervengo anche sulla procedura tutto si blocca.”

“Ergastolo ostativo: ci sono mafiosi che non hanno benefici: è inumano!!!!! È ragionamento fatto da chi si strappa i capelli in occasione delle commemorazioni in ricordo di Falcone e Borsellino. Sono gattopardi ipocriti. Un capomafia rimane tale anche sulla sedia a rotelle o se perde l’uso della parola causa ictus. Se è in carcere e per 20 anni non collabora sono i suoi desiderata; è sempre pericoloso. È il sistema processuale che gli consente di uscire dal carcere (collaboratore di giustizia). Il 41-bis è stata una modifica formidabile che ha consentito di frenare la stagione stragista.”

Antonio Nicaso:

“Storicamente manca continuità alla lotta mafiosa: ottenuto un risultato ci si culla sugli allori.”

“Il nostro è un Paese che ha scelto di convivere con le mafie. Non li abbiamo capite? Non abbiamo voluto combatterle? In ogni caso le mafie sono state legittimate dal Potere.”

“Mafia è un modo di fare, non di essere.”

“Non abbiamo memoria per combattere le mafie. Combattere le mafie non dovrebbe essere questione di coraggio.”

“La N’drangheta è come un franchising: se non c’è la legittimazione della “casa madre” la nuova cellula è un “locale bastardo”.”

“Non se ne esce perché non c’è volontà politica di farlo. I soldi della droga sono ossigeno per l’economia di molti paesi.”

“I paesi di common law non accettano l’istituto del reato associativo.” Nicaso ha fatto l’esempio del Canada, paese “aperto” al riciclaggio di denaro sporco.