Incontro con Francesco Filippi – Rassegna “Ne vale la pena” – Auditorium Biblioteca “A. Loria” – 10/11/2022


Lo scorso 10 novembre 2022, presso l’Auditorium della Biblioteca “A. Loria” di Carpi, nell’ambito della Rassegna “Ne vale la pena”, il giornalista Pierluigi Senatore (a sinistra nelle foto) ha dialogato con lo storico e saggista Francesco Filippi (a destra nelle foto).

Punto di partenza del dialogo è stata la lettera inviata dal neo Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara agli studenti in occasione del neo-istituito Giorno della Libertà; istituito, appunto, per celebrare la ricorrenza della caduta del Muro di Berlino. Ma, e qui è il nocciolo della polemica scoppiata sui media, come segnalato da Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani d’Italia,  “nella lettera si rimuove il fatto che il 9 novembre è la giornata mondiale contro il fascismo e l’antisemitismo proclamata dalle Nazioni Unite”.

Pieluigi Senatore, parafrasando il noto detto secondo il quale “le colpe dei padri non ricadano sui figli” ha così chiesto a Filippi se “i valori dei padri ricadono sui figli”.

Francesco Filippi ha risposto ricordando come la memoria pubblica, il pescare nel passato i valori che servono per presente e futuro, ha operato fino agli anni ’90 del secolo scorso; e che la Lettera è stata una rivincita della destra con uso “intelligente” di parole, esempio di settorializzazione del passato.

La storia è “passiva”: lo storico va nel “mucchio” degli eventi, degli accadimenti e sceglie. Creare memoria è come andare a fare la spesa in questo supermercato. Un conto è il fatto, un conto è andare a prendere il fatto e farne ciò che si vuole. Totalitarismi & comunismo: bisogna stare attenti a come si usano le parole.

Nell’800 in Germania la “storia” nasce come scienza umana. Il ruolo dello storico subisce evoluzioni:da  neutro a sincero.

Social media: sono un mondo nuovo malato di presentismo ma il presente si sedimenta in strati e diventa passato…

Perchè siamo ancora fascisti? Il regime fascista è durato 20 anni, vuol dire che almeno 2 generazioni di italiani sono nati, cresciuti, hanno vissuto sotto quell’idea, mentalità, cultura. Senza dimenticare che con 8 settembre 1943 si può parlare di ben 3 Italie! Italia di Salò, Italia antifascista, e Italia “brindisina” sotto le direttive degli Alleati.

Social media: si assiste a confusione tra storia e memoria; è un po’ come quando avviene un incidente stradale: l’incidente è quello ma ogni testimone racconterà la sua versione; versione che non necessariamente è sbagliata, ma non è univoca con quella degli altri testimoni. La storia ha lasciato spazio allE memoriE.

Non c’è più memoria pubblica. In Italia non  opera più la pacificazione ma si va verso la parificazione: esempio affossamento della cosiddetta “Legge Fiano” (dal nome dell’esponente PD Emanuele Fiano, primo firmatario) diretta a portare a compimento quanto già a suo tempo previsto dalla “Legge Scelba” contro la propaganda del regime fascista.

 

 

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